Patrizia Mirigliani: «Miss Italia nel Mondo nacque dalla storia di emigrazione della nostra famiglia»

di Giovanni Merone
La patron di Miss Italia racconta a Progetto Radici, www.progetto-radici,it, l’intuizione di Enzo Mirigliani, il rapporto con gli italiani all’estero e un’identità nazionale che cambia. E sul futuro di Miss Italia nel Mondo: «Bisogna tornare a cercare l’Italia che vive nel mondo».
Prima di diventare un progetto capace di raggiungere le comunità italiane oltreconfine, Miss Italia nel Mondo è stato anche una storia di famiglia. Una storia che affonda le proprie radici nella Calabria e nell’emigrazione italiana verso l’America.
A raccontarla a Progetto Radici è Patrizia Mirigliani, patron di Miss Italia e figlia di Enzo Mirigliani, l’uomo che nel 1991 ideò una manifestazione diversa dal concorso nazionale: non cercare semplicemente la bellezza italiana, ma ritrovare l’Italia nelle figlie e nelle discendenti di chi era partito. La nascita di Miss Italia nel Mondo nel 1991 e la sua destinazione alle figlie degli emigrati sono confermate dalla storia ufficiale del concorso.
Dietro quell’intuizione, racconta Patrizia, c’era però qualcosa di profondamente personale.
L’emigrazione nella famiglia Mirigliani
Il padre di Enzo Mirigliani era emigrato in America per lavorare nelle miniere. Tornato in Italia, si ammalò per le conseguenze di quel lavoro e morì ancora giovane, lasciando cinque figli e una famiglia che la nonna dovette crescere in Calabria. Anche un fratello di Enzo sarebbe morto molto giovane a New York, dove lavorava nel mondo della moda.
È in questa memoria familiare che Patrizia individua una delle origini di Miss Italia nel Mondo:
«In qualche modo mio padre volle rendere omaggio alla fatica di chi partiva per l’estero e alla storia degli italiani che cercavano lì il proprio futuro».
Non era, dunque, una semplice declinazione internazionale di Miss Italia. La prospettiva era quasi opposta:
«Se Miss Italia premiava la ragazza italiana, all’estero si andava invece alla ricerca delle radici italiane»
soprattutto tra le prime e le seconde generazioni.
E quelle radici Patrizia Mirigliani le ha incontrate direttamente nei viaggi e nelle comunità: famiglie che continuavano a tramandare cucina, tradizioni, memoria e persino espressioni dialettali, inevitabilmente mescolate alla lingua del Paese di residenza. Una sorta di Italia ricostruita lontano dall’Italia.
«Mi colpiva la capacità di sentirsi italiane anche vivendo lontano dall’Italia. La distanza non cancellava il rapporto con le proprie origini, anzi spesso lo rendeva ancora più forte».
Miss Italia nel Mondo diventava così qualcosa di più di una competizione. Attraverso associazioni, comunità e Comites, il concorso entrava nelle storie delle famiglie e cercava di capire quanto dell’Italia fosse rimasto nelle generazioni nate altrove.
[caption id="attachment_97602" align="aligncenter" width="229"] Enzo Mirigliani con la figlia Patrizia - Foto concessa dall’Ufficio Stampa Miss Italia.[/caption]
Dall’Italia che partiva all’Italia che accoglie
Trentacinque anni dopo, lo scenario è cambiato.
Alle grandi migrazioni del Novecento si è affiancata quella di studenti, professionisti e giovani lavoratori. Per Mirigliani è una mobilità diversa, spesso determinata dalle opportunità più che dalla necessità, ma porta con sé una questione che riguarda direttamente il futuro del Paese: la difficoltà dell’Italia nel trattenere alcuni dei suoi giovani più preparati.
Contemporaneamente è cambiata la stessa idea di italianità.
Ed è qui che l’intervista incontra inevitabilmente la storia di Sarah Rizea, la diciottenne nata in Italia da genitori rumeni, atleta delle Fiamme Oro e della Nazionale di nuoto artistico, eletta Miss Italia 2026 al Castello di Santa Severa.
Se Miss Italia nel Mondo cercava le radici italiane che continuavano a vivere all’estero, Sarah rappresenta quasi il movimento inverso: radici provenienti da un altro Paese che sono diventate parte dell’Italia.
Per Patrizia Mirigliani non c’è contraddizione:
«Per me Sarah è italiana a tutti gli effetti. È nata qui, è cresciuta qui, ha studiato qui, appartiene a un corpo di polizia italiano e ha vinto medaglie con la bandiera italiana».
L’identità, sostiene, non coincide più soltanto con il luogo di nascita: è anche formazione, esperienza, partecipazione e appartenenza alla comunità. È quella che, riprendendo un’espressione dell’amico Enrico Vanzina, definisce una «bellezza meticcia»: un’Italia capace di incontrare culture e storie differenti senza per questo perdere la propria identità.
Il parallelo con l’emigrazione italiana diventa allora particolarmente significativo. Mirigliani ricorda che anche i giovani italiani che si trasferiscono in altri Paesi chiedono di poter essere accolti e integrati.
«Questa accoglienza deve esistere anche da noi»
osserva, richiamando anche il precedente di Denny Mendez, la cui vittoria nel 1996 rappresentò uno dei momenti simbolici dell’evoluzione del concorso e della società italiana.
Miss Italia nel Mondo può tornare?
È probabilmente questo il passaggio più interessante guardando al futuro.
Nel 2022 Patrizia Mirigliani aveva annunciato il progetto di rilanciare Miss Italia nel Mondo partendo dall’America, dopo dieci anni di interruzione.Oggi, parlando con Progetto Radici, non annuncia una ripartenza già definita — ed è importante non attribuirgliela — ma indica chiaramente da quale principio bisognerebbe ricominciare.
Non esportare semplicemente il concorso italiano all’estero.
«Non portare semplicemente Miss Italia fuori dai confini nazionali, ma andare a cercare l’Italia che vive nel mondo».
Il modello dovrebbe tornare alle comunità, ai Comites e alle associazioni italiane, cercando non soltanto ragazze ma storie, famiglie e legami con il Paese d’origine. Con una differenza sostanziale: oggi si parla anche di nipoti e trisnipoti degli emigrati e il rapporto con l’Italia non può essere dato per scontato. Occorrerebbe quindi capire quanto e come quelle radici siano ancora presenti nelle nuove generazioni.
È forse proprio qui che un progetto nato nel 1991 potrebbe trovare, se ripensato, una ragione contemporanea: non celebrare nostalgicamente l’Italia che fu, ma raccontare che cosa significhi sentirsi italiani nel mondo oggi.
[caption id="attachment_97603" align="aligncenter" width="227"] Patrizia Mirigliani – Foto concessa dall’Ufficio Stampa Miss Italia[/caption]
«Le radici sono il cuore»
Alla fine torniamo alla parola che dà il nome al nostro giornale.
Per Patrizia Mirigliani le radici sono innanzitutto suo padre e l’eredità professionale che ha scelto di continuare. Ma diventano anche un messaggio rivolto ai giovani: conoscere ciò che si è ricevuto, conservarlo quando ha valore e avere la capacità di trasformarlo senza necessariamente rinnegarlo.
«Le radici sono il cuore», dice.
Poi il pensiero torna all’Italia, alla moda, al design, alle eccellenze e a ciò che considera un patrimonio da preservare. E inevitabilmente torna a quella storia familiare iniziata molto prima di lei, passata attraverso Enzo Mirigliani e arrivata fino a oggi.
«Non perdiamoci questo pezzo d’Italia».
[caption id="attachment_97610" align="aligncenter" width="272"] Patrizia Mirigliani con Sarah Rizea, Miss Italia 2026 – Foto concessa dall’Ufficio Stampa Miss Italia[/caption]
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