Bonifica, Confagricoltura Puglia chiede incontro: regole uniformi già dal 2026
Bruno: “Abbiamo chiesto all’assessore Paolicelli un incontro con il partenariato agricolo prima della definizione delle linee guida del Piano di classifica del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia”
Tributo 630: stessa bonifica, conti molto diversi: oggi un vigneto paga più di un seminativo. Confagricoltura Puglia spinge per chiudere questa e altre disparità nel nuovo Piano di classifica del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia e di applicare le nuove regole già dal 2026. Per farlo, ha chiesto nelle scorse ore all’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli un confronto con il partenariato agricolo prima che le linee guida vengano definite. Il principio ribadito dall'organizzazione: il tributo 630 deve applicarsi ai terreni, a prescindere dalla coltivazione.

Per l’organizzazione il Piano è il passaggio decisivo per riscrivere le regole di un contributo che da anni alimenta contenziosi e una lunga serie di cartelle contestate. "Oggi - sottolinea il presidente Antonello Bruno - l'importo varia in modo sensibile in base all'indirizzo colturale. Un vigneto, per esempio, paga molto più di un seminativo, anche quando i due fondi ricadono nello stesso comprensorio. Questa differenza non rispecchia il beneficio effettivo che il terreno riceve dalle opere di bonifica. Penalizza in particolare le imprese viticole e le colture a maggiore valore, senza che queste traggano un vantaggio maggiore".
La richiesta si collega all'orientamento della Corte di Cassazione: il contributo è dovuto solo in presenza di un vantaggio diretto e specifico per il fondo. Se il contribuente contesta il piano di classifica, spetta al Consorzio dimostrare quel vantaggio. Un Piano fondato su parametri chiari, uniformi e verificabili, sostiene l'organizzazione, darebbe certezza alle
aziende e ridurrebbe il contenzioso.
Confagricoltura ricorda di aver più volte denunciato lo stato di manutenzione di canali e opere idrauliche. Il nuovo Piano del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, afferma, dovrà prevedere una ricognizione puntuale dei canali e legare la contribuenza a servizi realmente resi sul territorio. "Un tributo che, secondo noi, devono pagare tutti, anche i Comuni compresi nel comprensorio, che sono beneficiari delle opere di bonifica, soprattutto quando queste prevengono le inondazioni", aggiunge Bruno.
L'organizzazione chiede dunque di allargare la platea dei contribuenti e di rivedere il concetto stesso di beneficio. Dovrebbero rientrarvi non solo i soggetti oggi individuati, ma anche gli enti locali e i soggetti pubblici e privati che traggono utilità dagli interventi.
L'obiettivo è un tributo unico e davvero uniforme, indipendente dalla coltura praticata, con criteri semplici e comprensibili per tutte le imprese agricole interessate.
Il Piano di classifica inciderà direttamente sui bilanci delle aziende pugliesi, già alle prese con l'aumento dei costi di produzione e con le difficoltà legate a clima e disponibilità d'acqua. Per questo Confagricoltura ritiene fondamentale coinvolgere il partenariato fin da questa fase.
(Fonte: Ufficio stampa Confagricoltura Puglia)





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